La Procura della Repubblica di Treviso si sta preparando a chiedere una proroga d’indagine per il caso della New Financial Technology (NFT), uno scandalo che ha portato alla luce un giro di affari di quasi 300 milioni di euro. L’inchiesta è particolarmente complessa, con ramificazioni in Europa e negli Emirati Arabi, e richiede tempo per essere portata a termine. Il procuratore della Repubblica Marco Martani ha spiegato che “le promesse che faceva la NFT erano del tutto fasulle” e che “chi versava era ingolosito dalla speranza di guadagni altissimi, anche il 10 per cento, che invece si sono rivelati truffaldini”. Per ricostruire l’intero castello di cessioni e di società è necessario tempo, motivo per cui la Procura andrà a una proroga.
A risultare indagati sono l’avvocato Emanuele Giullini, Christian Visentin e Mauro Rizzato, le “menti” della Nft, insieme a Kristian Gallina, consulente assicurativo di 39 anni di Trevignano, al 48enne Massimiliano Musto, socio di Daniele Pianon, 54enne di Roncade, anch’egli sotto inchiesta, e a una decina di broker. Sono stati accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, reati di truffa aggravata e abusivismo finanziario.
Intanto, nell’ambito dell’inchiesta sono state effettuate numerose perquisizioni e sequestri. La Guardia di Finanza ha sequestrato dieci auto di lusso per 800mila euro nelle disponibilità di Simone Rizzato, fratello di Mauro Rizzato, a cui sono stati sequestrati a Chiasso 8 orologi (350mila euro di valore). Altri 600mila euro sono stati sequestrati a Daniele Pianon, 54enne di Roncade, che si è visto porre i sigilli anche a un vigneto e a un immobile a San Biagio di Callalta. Documenti e supporti informatici sono invece stati sequestrati a due agenti (una 40enne di Roncade e un 39enne di Trevignano) e a un altro dirigente (un 49enne di Mestre).
Nel frattempo, la giustizia degli Emirati Arabi sta conducendo le proprie indagini sul caso. Si è saputo che Christian Visentin e Emanuele Giullini risultano aver riparato a Dubai, vivere in appartamenti di lusso, con barche a disposizione. L’avvocato Paolo Gianatti ha assicurato che Visentin è disponibile a rendere la propria testimonianza anche alla Procura di Treviso in merito alla Nft.
In Procura continuano ad arrivare le querele dei risparmiatori coinvolti nello scandalo. A ieri ammontavano a 164, ma ne stanno arrivando nelle Procure di tutta Italia. La Guardia di Finanza trevigiana ha diramato una nota ai rispettivi comandi perchè tutte le querele vengano fatte convergere quanto prima in Procura a Treviso entro il 30 marzo.
L’inchiesta sulla Nft potrebbe riservare altri sviluppi e nuovi colpi di scena. I risparmiatori si stanno muovendo con i loro legali per tirare in ballo altre società collegate alla Nft con l’obiettivo di chiedere il rimborso degli investimenti spariti nel nulla.
La Procura trevigiana sta mettendo in piedi un’opera gigantesc




